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La riserva naturale integrale “Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi”

 

Immagini dela riserva naturale integrale “Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi”

 

Immagini dela riserva naturale integrale “Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi”

 

Immagini dela riserva naturale integrale “Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi”

 

Immagini dela riserva naturale integrale “Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi”

 

Immagini dela riserva naturale integrale “Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi”

 

Immagini dela riserva naturale integrale “Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi”

 

 

 

La riserva naturale integrale “Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi”

 

La riserva naturale integrale “Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi” è stata istituita è stata istituita nel 1989 al fine di “conservare e tutelare la vegetazione algale e la fauna dei piani dal sopralitorale all’infralitorale, nonché al fine di salvaguardare la lucertola endemica Lacerta sicula ciclopica, Taddei”. La riserva include l’isola Lachea, il Faraglione grande ed una serie di scogli più piccoli, tutti di origine vulcanica, originatisi dalle prime attività del vulcano Etna.

L’isola Lachea, costituita prevalentemente da rocce basaltiche in più punti sormontate da argille pleistoceniche metamorfosate, è la più grande fra le Isole dei Ciclopi, ed è di origine vulcanica legata alle prime eruzioni sottomarine nel golfo di Acitrezza, risalenti a circa 500.000 anni fa. Secondo la leggenda l’origine è da imputare ai massi lanciati da Polifemo contro la nave di Ulisse-Nessuno. Oltre alla porzione emersa delle isole, l’area protetta comprende, la fascia di mare che va dal sopralitorale all’infralitorale. L’arcipelago dei Ciclopi rappresenta un sito di grande interesse sia naturalistico che archeologico, infatti, sull’isola Lachea furono anche rinvenute testimonianze della presenza umana risalenti alla Preistoria. Nel 1896 il senatore del Regno Luigi Gravina concesse il diritto d'uso sopra l'isola e i sette scogli adiacenti per studi scientifici e sperimentali al Rettore dell'Università degli Studi di Catania. Nacque così un piccolo, ma prezioso, museo ittico e nel 1998, fu istituita la Riserva Naturale Integrale  gestita dal CUTGANA.
La ricchezza faunistica dei fondali dei Ciclopi è data dalla presenza di numerosi pesci e di tutti i gruppi di Invertebrati; già a pochi metri di profondità è possibile ammirare Bavose, Salpe e Cefali, mentre tra le rocce del fondale è facile distinguere colonie di Idrozoi, Ascidie rosse, il Verme cane e l’argenteo balenio dei Saraghi. Verso i 15, 20 metri è comune la Gorgonia gialla.
Oltre, è possibile ammirare colonie arborescenti di polipi che possono superare anche il metro di altezza, ma fra tutti chi spicca per singolarità e bellezza, è l'Alicia mirabilis, la più grande attinia del Mediterraneo.

Nel mare dei Ciclopi e nei suoi fondali di roccia lavica trova posto e riparo buona parte della fauna ittica del Mediterraneo: variopinte spugne e grandi stelle rosse, lucci marini, saraghi, cernie.
E' possibile scoprire le coloratissime colonie di Astroides calycularis, le arborescenti Eunicella cavolinii, oppure scontrarsi con gli argentei esemplari di Seriola dumerili.
Ma non è da escludere gli incontri ravvicinati con cavallucci marini e torpedini.
I fondali sabbiosi sono il regno dei pesci 'pettine': attenzione a non spaventarli!
In profondità è facile ammirare i bellissimi ventagli delle paramuricee, rosse colonie arborescenti che superano il metro di altezza e le aragoste con le lunghe antenne che fuoriescono dalle tane in cui trovano rifugio.
Con l'oscurità i fondali si popolano di creature misteriose ma di rara bellezza: è la più grande attinia del Mediterraneo, la Alicia mirabilis.
Per gli amanti della subacquea, l'Area Marina Protetta Isole Ciclopi ha realizzato nove itinerarei ufficiali.
Al centro dell'Area marina si erge imponente l'Isola Lachea, un isolotto di appena settanta ettari che, grazie alla sua piccolissima lucertola dalla macchia rossa sul collo, l'endemica Podarcis sicula ciclopica, è diventata Riserva naturale integrale nel lontano 1998.

Invece, tra i Vertebrati, è frequente la presenza del Rombo.  La fauna dell'isola Lachea è abbastanza varia e comprende gruppi animali che ben sopportano le avverse condizioni ambientali. Tra i numerosi invertebrati troviamo lo Zelotes messinai, un ragno endemico di Sicilia, e l'Urozelotes mysticus noto unicamente per l'Isola Lachea. I Vertebrati sono rappresentati da qualche Mammifero Roditore e da pochi Rettili Sauri; questi ultimi annoverano la presenza esclusiva della Lucertola endemica Podarcis sicula ciclopica. Più elevato è il numero di specie di Uccelli che si possono occasionalmente incontrare sull'isola Lachea come il Falco di palude, il Falco pellegrino e persino trampolieri e limicoli. Poche specie utilizzano questi luoghi come sito di nidificazione, tra queste vi è la Passera sarda e la Ballerina gialla. L’isola Lachea offre inoltre rifugio al Gabbiano reale mediterraneo, al Gabbiano comune e al cormorano.
La flora dell'isola Lachea é essenzialmente costituita da piante selezionate dalla trascorsa presenza dell’uomo oppure legate ad un substrato ricco in sali per la vicinanza del mare. Significativa è la presenza di alcune specie endemiche distribuite in Sicilia e Italia meridionale, quali Senecio squalidus, Heliotropium bocconei, Carlina hispanica ssp. globosa.

Sull'Isola Lachea, gestita dal Cutgana, Centro interfacoltà dell'Università, sarà possibile arrampicarsi alla sommità e anche dalle Grotte dell'Eremita, che ospita il suo piccolo ragnetto endemico, lo "Zelotes messinai", o del Monaco.

Sull'isola è poi possibile esplorare il piccolo Museo naturalistico, ricco di reperti storici e della fauna ittica locale, e il Laboratorio di Biologia marina.

Informazioni:
C.U.T.G.A.N.A - Centro Universitario per la Tutela e la Gestione degli Ambienti Naturali ed Agroecosistemi
Via Androne 81, 95124 Catania, tel.095.312104 - fax095.7306052
e-mail:cutgana@unict.it - http://www.cutganambiente.it/